Solveig Cogliani | “Arti in costante dialogo”

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E’ stato come se ci conoscessimo da sempre e ci appartenessimo

La pittrice Solveig Cogliani, prima ospite di un ESO del Teatro degli Esoscheletri, ha realizzato (e progettato) insieme con Sasà Neri la performance-monstre di 14 ore “Mothers’Colors” da cui nasce il progetto di “MC2”. Durante “Mothers’Colors” ha dipinto “Alessandra”, tela omaggio all’attrice Alessandra Borgosano che l’ha intervistata anche per la propria tesi di laurea.

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Solveig Cogliani

Come definisci Esostheatre?

– Il miglior esempio di teatro globale.

Come hai conosciuto Esostheatre?

– Assistendo, partecipando ad un EsosShowXOne, uno spettacolo che gli Esoscheletri hanno dedicato interamente a me, nel quale ero l’unica spettatrice. E’ stata una prima esperienza assolutamente sconvolgente. Gli Esoscheletri sono riusciti a toccare le mie corde più intime. Non mi era mai successo prima a teatro. La seconda esperienza di incontro con gli Esoscheleti è stata direttamente a Roma per “Mothers’Colors”. Era il nostro secondo incontro, ma era come se ci fossimo conosciuti da sempre e ci appartenessimo. È stato qualcosa di incredibile. Poi sono tornata a vedere gli Esoscheletri a Messina, per altri EsosShowXOne e anche per lo spettacolo “Controluce”. Che, però, mi ha convinto meno. Secondo me gli Esos non hanno bisogno di altro oltre se stessi. E’ come quando si vuole spiegare un quadro… Non serve.

C’è qualcosa che toglieresti, aggiungeresti, o cambieresti in Esostheatre?

– Non aggiungerei. Limerei, anzi. Perfezionando la sincronia dei movimenti. E forse renderei alcune maschere più minimali. Assolutamente non darei spazio a parole e sound non in linea con il messaggio e il linguaggio di EsosTheatre.

Un episodio che ti sta a cuore.

– L’ho detto. Quando ho incontrato gli Esoscheletri per la prima volta. È tra quei momenti unici ed irripetibili della vita.

Ti è capitato di pensare a EsosTheatre in momenti privati della tua giornata?

– Assolutamente si.

Tu e la tua arte avete lasciato sicuramente una traccia importante nel percorso artistico degli Esoscheletri, ai quali hai donato tanto e continui a donare. Pensi che sia successo lo stesso per te?

– Si, certamente. Siete quello che vorrei fosse il teatro di oggi.

Cosa hai progettato per “MC2”?

– Sceglierò di evocare l’inquietudine attraverso il richiamo agli animali dipinti dai primi uomini come capovolti/travolti dagli accadimenti di oggi. In accordo con il progetto che abbiamo costruito insieme con Sasà Neri, dedicherò a ‘MC2’ una performance pittorica che ho intitolato ‘Ecatombe’, dall’antico significato di hecatòmbe in greco (con in significato di ‘magnifico sacrificio’) e farò emergere le lettere ἑκατόμβη sulla tela preparata con la terra.

Hai progetti per Esostheatre? Una nuova collaborazione?

– C’è MC2, adesso, in programma. Un progetto da realizzare insieme. Di nuovo teatro e pittura a dialogo sotto gli occhi del pubblico. Un’altra esperienza da vivere insieme. Dunque, sì. Voglio continuare a collaborare con EsosTheatre. E più di una volta.

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