Il progetto

Un progetto lungo due anni, che Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo ha seguito passo dopo passo. Un progetto che si è sviluppato tra Messina e Roma, tra arti performative sceniche (recitazione, danza, canto, musica) e arte pittorica. Un progetto nato per “germinazione spontanea” da Mothers’Colors (oltre il blues). Rave d’arte e tavola rotonda (23 febbraio 2014, Nur Bar, Roma).

Mothers’Colors2, in acronimo MC2, è una performance lunga 12 ore: le prime due saranno dedicate al nuovo incontro tra la pittrice Solveig Cogliani e i performers di EsosTheatre. Il Teatro degli Esoscheletri di Sasà Neri; quindi seguirà l’opening al pubblico al quale verranno dedicate le successive 10 ore di spettacolo. La pittrice Solveig Cogliani dipingerà in tempo reale l’opera che gli Esoscheletri le ispireranno con le loro azioni sceniche.

MC2 – fortemente voluta e promossa da Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e accolta con disponibilità e grande attenzione dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina – avrà luogo giorno 7 dicembre 2016 con apertura alle ore 11 al “Museo delle Trame Mediterranee” a Gibellina.

Background: l'incontro
L’incontro tra gli Esoscheletri e Solveig Cogliani è di quelli che lasciano il segno. In visita a Messina per motivi familiari, l’artista romana viene invitata a partecipare ad uno spettacolo che EsosTheatre mette in scena solo per lei. Con lei, dunque, si inaugura quella che, anni dopo, è diventata una tradizione per i performers messinesi: gli ESO EsosShowXOne, spettacoli dedicati ad un singolo ospite speciale. Da quella prima interazione, Solveig concepisce la volontà di realizzare qualcosa insieme con Sasà Neri e i suoi artisti. Gli scambi di telefonate e di email diventano continui. Ci si mandano fotografie, pensieri sparsi, stralci di poesie, bozzetti di quadri … E nasce un’idea. Intrecciare performance teatrale e performance pittorica, con Solveig Cogliani disposta a dipingere in tempo reale, senza rete, e gli Esoscheletri disposti a stare in scena per moltissime ore. Si farà a Roma, si decide. E ci si comincia a organizzare. A Roma Solveig cerca il luogo giusto, la “casa” in cui gli Esoscheletri possano ospitare i propri spettatori. Cerca anche personalità adatte ad analizzare e commentare la performance. Sasà e lei hanno infatti concordato che il tema sarà forte, fin troppo forte: la maternità “sbagliata”, la maternità che rinnega se stessa. L’infanticidio, cioé. A partire da Medea, naturalmente, fino ad arrivare a notizie di cronaca e testi scritti appositamente. A Messina si comincia a provare, intanto. Alla fine si hanno un “dove” e un “quando”: si farà al Nur Bar di Roma il 23 febbraio 2014 e si chiamerà “Mothers’Colors (oltre il blues). Rave d’arte e tavola rotonda”. Parteciperanno e relazioneranno in diretta giuristi, medici, artisti.
Da Mothers'Colors a MC2
La performance viene preceduta da due giorni che gli Esoscheletri trascorrono sulle strade di Roma, in performance continua. Poi finalmente arriva il momento di “Mothers’Colors“, che dura 14 ore e vede tra gli spettatori galleristi, avvocati, giudici, psicologi, sociologi, chirurghi … La tavola rotonda si svolge “dentro” l’azione scenica, per intuizione del conduttore, il pittore e giornalista Danilo Maestosi, e con l’unanime consenso dei relatori, Antonio Buttazzo (Avvocato penalista, Roma), Riccardo Masetti (Università Cattolica, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Istituto di Semeiotica chirurgica, Unità di chirurgia senologica dell’Ospedale Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma), Venerando Monello (Presidente Associazione CentrarteMediterranea, Roma), Cotrina Madaghiele e Chiara Pedullà (presidente e componente dell’Associazione di Promozione Sociale “Genere Femminile); Alessandra Bonetti, Lucia Bernardini, Eugenia Treglia (Psicologhe e psicoterapeute, Associazione di psicologia PsychArmonia). Solveig Cogliani dipinge “Alessandra” (tecnica mista, 3x2m, 2014), omaggio ad Alessandra Borgosano, attrice di EsosTheatre. Da quel momento, Cogliani e Neri e gli Esoscheletri tutti si ritrovano “legati” dall’intima necessità di dare un prosieguo, uno sviluppo al loro incontro artistico. Quattro mesi dopo il progetto è definito, si intitola “Mothers’Colors2″ (MC2)” e viene presentato alla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo (allora Fondazione Roma Mediterraneo) per una prima valutazione. Ancora quattro mesi dopo arriva il “sì” della Fondazione che ipotizza la realizzazione di MC2 nell’autunno-inverno del 2016. E’ il 23 ottobre 2014 e l’approvazione raggiunge l’ensemble EsosTheatre un paio di minuti prima che salga in scena, nella Chiesa di S. Maria Alemanna a Messina, per la presentazione della rassegna Atto Unico nell’ambito della quale debutterà con lo spettacolo “Controluce. I suoni dell’ombra” (in co-progettazione e co-realizzazione con QAProduzioni, il compositore Vincenzo Quadarella e la sua band “La Casa delle Candele di Carta”). Da quel giorno la produzione, la ricerca e la sperimentazione del Teatro degli Esoscheletri vengono indirizzati a MC2. Solveig Cogliani torna a partecipare ai loro “show-for-one” altre tre volte. Si presta, inoltre, a partecipare anche a “Controluce”, dipingendo, su invito di Auretta Sterrantino di QAProduzioni, ““Nuvole d’alluminio” (acrilico su tela, 60×90 cm, 2014), ispirato all’omonimo brano del concept album di Vincenzo Quadarella attorno al quale è costruito lo spettacolo. “Ho ascoltato il brano a cui il dipinto è dedicato”, spiega Cogliani. “Menelao e Paride parlano di Elena. Il canto è a tre voci, la protagonista è Elena, paradossalmente però Elena non esiste, è la proiezione dei desideri dei due uomini. Ecco perché i suoi colori, le memorie di lei, si risolvono in una specie di fantasma, una figura fatta di onde, navi da guerra e vortici, contrapposta ad una spiaggia, che è una meta o un ricordo. Mi sono ispirata alla classicità della tradizione pittorica (nudo di donna su drappo) per riprendere il riferimento classico del testo”. Mc2 riprende il tema della maternità negata ma lo amplia. Si studia la grande tematica della violenza. La violenza cieca, la violenza inconcepibile, la violenza irrefrenabile. E si studia – soprattutto – il contraltare della violenza. Nel frattempo, tra le numerose altre importanti esposizioni, Solveig Cogliani porta una sua personale al Vittoriano. Dedicata a “La Grande Guerra“, la mostra parla di violenze sottaciute e invisibili, delle tracce che lasciano nella storia e nello sguardo degli uomini, del presente e del passato come elementi circolari di un unico umanissimo scenario. Un tripudio di consensi accoglie l’esposizione. Nel frattempo, EsosTheatre mette in scena “Antigone” e poi, cambiando violentemente il punto di vista, “Creonte, the black rock tragedy“. La critica è unanimente entusiasta. Lo spettacolo fa tre repliche e tre sold out come fuori abbonamento nel cartellone della Sala Laudamo del Teatro di Messina. Nasce inoltre – direttamente quale passaggio esiziale nel percorso verso MC2 – lo spettacolo “The Line. Le menzogne dei padri”, che inaugura “La Stagione della Luna” al Teatro Annibale di Messina il 14 ottobre 2016.
Oltre la violenza
EsosTheatre ha, nel tempo, integrato l’arte teatrale con il canto, la musica, la danza. Dietro le quinte, ora, insieme con Sasà Neri operano Agnese Carrubba, vocal coach, e Claudia Bertuccelli, coreografa. Gli Esoscheletri sono raddoppiati rispetto a due anni prima. La tematica di MC2 si è definita meglio nella costante corrispondenza tra Messina e Roma: la performance sarà dedicata a “oltre la violenza”. Il progetto viene rimodulato. La rimodulazione viene presentata a Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che nel gennaio 2016 da’ l’ok definitivo. Nuove performance da un lato, nuove mostre dall’altro anziché disunire legano sempre più il teatro di Neri e la pittura di Cogliani. Alla quale viene, tra l’altro, dedicato un capitolo apposito nella prima tesi di laurea dedicata agli Esoscheletri (“EsosTheatre. E’ teatro a Messina” di Alessandra Borgosano). MC2 nasce con l’obiettivo dichiarato di “destrutturare l’immaginario della violenza indagando punti di vista non stereotipati e dimostrare che arte e cultura consentono uno sguardo consapevole sulle tematiche più difficili, imponendo riflessioni profonde che ristabiliscono centralità scenica ed emotiva al valore dell’amore ‘contro’ la tentazione della violenza”.